Nel 2002 ho ideato e curato per Rai International un voluminoso omaggio a Carmelo Bene, da poco scomparso, incontrando attrici, registi, critici, intellettuali, personalità della cultura, e interrogandoli sul lascito di questo incommensurabile artista e Maestro. Il “Progetto Carmelo Bene” (concluso grazie al prezioso contributo di Marianna Ventre, e con la collaborazione di Daniela Battaglini e Laura Boido) non è stato purtroppo mai trasmesso dai canali nazionali dell’Emittente pubblica di Stato. Attualmente (destino zzywwurathiano per antonomasia), non solo quanto è stato montato, ma perfino i materiali girati nell’occasione risultano scomparsi.
Ricordo con piacere tutte le interviste realizzate in quel periodo, ma alcune, come quella con Lydia Mancinelli, quella con Enrico Ghezzi o quella con Goffredo Fofi, mi stanno particolarmente a cuore.
Goffredo Fofi ci ha lasciato a ottantotto anni l’11 luglio 2025: considero anche lui un Maestro, e i suoi libri, e il suo modo di far critica, hanno ispirato la mia visione “cinematografica”, liberandomi da qualsiasi illusione o abbaglio estetico sulla cosiddetta “settima Arte”. Basti pensare alla sua riscoperta di Totò, al quale ha restituito un posto nella Storia del Cinema accanto a altri geni come Chaplin, Tati o De Sica.
Ci siamo incontrati più volte, era un conversatore straordinario.
L’intervista che propongo non è montata: è materiale grezzo, comincia e si interrompe bruscamente. Spero che gli eventuali lettori e lettrici del sito mi perdonino.
Comincia con una domanda fuori campo, che trovate solo qui, scritta: “Carmelo Bene non amava parlare della sua vita personale, in pubblico. A Lei, che era suo amico, cosa raccontava di sé?”. Fofi risponde che “non parlava della sua vita neanche in privato”, e prosegue “forse appena qualche accenno alla sua infanzia….”:
In questa SECONDA PARTE DELL’INTERVISTA, chiedo a Goffredo Fofi un giudizio su Carmelo Bene come “Letterato”:










