Colette pubblicò il suo romanzo breve Gigi in piena guerra, nel 1942, ispirandosi a una storia vera, che traspose dagli anni Venti al periodo, più confacente, della Belle Époque, prima dello scoccare del secolo. Una età nella quale i cattivi costumi e le apparenti sregolatezze amorose erano rigidamente regolamentati e godevano di un riconoscimento sociale e persino “burocratico”.

Nel 1958 Hollywood trasformò questa “fiaba” amarognola in un trionfo di smagliante leggerezza, un capolavoro di humour, grazia, e di eleganza: garanti Vincente Minnelli, Maestro del Musical, Cecil Beaton (scenografo e costumista) e soprattutto Maurice Chevalier, odiato dalla Nouvelle Vague ma come sempre irresistibile.
Scusandoci per la qualità del video, ricordiamo questo film con una delle sue più celebri canzoni:
“Ringraziamo il Cielo, per le ragazzine!”
canta Maurice Chevalier
(dal film Gigi di Vincente Minnelli, 1958):
“Each time I see a little girl
Of five or six or seven
I can’t resist a joyous urge
To smile and say
Thank heaven for little girls
For little girls get
Bigger every day
Thank heaven for little girls
They grow up in
The most delightful way.
Those little eyes
So helpless and appealing
When they were flashing
Send you crashing
Through the ceiling
Thank heaven for little girls
Thank heaven for them all
No matter where,
No matter who
Without them
What would little boys do
Thank heaven
Thank heaven
Thank heaven for little girls”…
Non trascurerò di accludere a questo punto un frammento da The Revenge of the Pink Panther (La vendetta della pantera rosa, 1978) film diretto da Blake Edwards. Peter Sellers, in uno dei suoi migliori travestimenti, appena si accorge di poter camminare accenna subito (non si capisce bene perché) il motivo di Gigi: “Thank Heaven for Little Girls get
Bigger every day”… Purtroppo la sua imitazione di Chevalier finisce presto a causa di una “Bœmb” che gli viene consegnata, accesa, tra le mani:










