
Se si scorre la filmografia di Bob Clampett, si resta allibiti per il numero di cartoni “straordinari”, “eccelsi”, o semplicemente vertiginosi e “scatenati” che è riuscito a realizzare nell’arco di soli quindici anni di lavoro (1931-1945) presso la mitica “Termite Terrace” della Warner Bros. Suoi compagni d’avventura furono, all’epoca, giganti del calibro di Frank Tashlin, Fritz Freleng o Chuck Jones, e suo maestro fu indubbiamente Tex Avery, di poco più anziano, ma che insegnò a lui come agli altri colleghi che tutto, ma davvero tutto, è sempre possibile, in un cartone, e che qualsiasi autocensura nuoce gravemente alla Fantasia e alla Comicità.
Fin dal titolo, il suo “Coal Black and de Sebben Dwarfs” (1943) costituisce un insulto verbale e s’avvale d’uno stereotipo infelice: per questo è uno dei film più “bannati”, oscurati, “estromessi” della Storia del Cinema. Ma i cartoni Warner dell’epoca erano realizzati anche per far ridere (a crepapelle) i combattenti del fronte e tra loro l’ignoratissima minoranza afroamericana, che ne avrà anche apprezzato il ritmo scatenato e le invenzioni visive. Senza trascurare il fatto che, in questa fiaba rovesciata come un calzino, la “più bella del reame”, rigorosamente nera, viene risvegliata dal bacio devastante di uno di questi soldati, il meno prestante, ma il più malandrino.
Del film, rarissimo, fuori da tutte le compilation di cartoni, riusciamo a dare solo due assaggi:
[da Youtube: “Not An Animation Historian”]

A Clampett dobbiamo tra l’altro anche il personaggio (il carattere, e la figura vagamente mostruosa) di Tweety, il canarino covato nel 1942 che poi sarà l’oggetto del desiderio di Silvestro, e altre meravigliose invenzioni che dimostrano un livello autoriale e persino una “formazione artistica” del tutto differente da quella degli altri geniali animatori dello Studio.
Lo dimostra, a esempio, questo Porky in Wackyland (Porky in Strambilandia, del 1938!) che riscatta le ripetitive fantasticherie “daliniane” dimostrando che solo il Cinema, nelle sue più alte espressioni, può dirsi e farsi effettivamente e oggettivamente “surrealista”:
[in copertina: un frame da The Great Piggy Bank Robbery (1946), diretto da Robert Clampett]










